Omaggio a Lucien Fontanarosa (1912-1975)

Nella storia antica di ogni famiglia, ad un certo punto ci sono sempre due fratelli che hanno preso strade diverse. Una volta succedeva soprattutto perché il primogenito ereditava tutto e gli altri figli dovevano cercare fortuna altrove e, col passare del tempo, le loro discendenze perdevano ogni memoria storica della loro parentela, conservando solo il cognome in comune. Questo è ciò che è successo anche agli antenati comuni miei e di Lucien Fontanarosa, pittore nato a Parigi nel 1912, ma con genitori originari di Trani. Tutti i Fontanarosa sono originari dell’Irpinia, ma mentre il mio ramo è emigrato sulla costa tirrenica, quello di Lucien migrò su quella adriatica. Dopo il passaggio a Padova, per una generazione, la sua famiglia si trasferì in Francia e lui ebbe la magnifica sorte di nascere a Parigi nel 1912. 

Nel 2025 si celebra il cinquantesimo anniversario della morte di Lucien Fontanarosa, che è stato uno dei pittori francesi più significativi del XX secolo, figura che ha contribuito all’evoluzione dell’arte moderna. Con la sua ricerca continua e la sua capacità di sintetizzare l’emozione visiva in forme semplici ed eleganti, Lucien ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico europeo. Recentemente mi sto approfondendo questa figura, grazie anche all’instancabile lavoro di Stéphan Loeber-Bottero, direttore dell’Association Lucien Fontanarosa, che ogni giorno condivide contenuti e informazioni sulla vita di questo grande pittore.

Biografia e Contesto Storico

Lucien Fontanarosa nasce nel 1912 a Parigi, da genitori italiani provenienti da Padova, Francesco e Stefania Lucchin. Ma l’origine non era veneta, era stato suo nonno Giuseppe a trasferirsi a Padova da Trani, in Puglia.

La formazione accademica di Lucien avviene all’École des Beaux-Arts. Seppur inizialmente influenzato dal realismo e dall’impressionismo, il suo lavoro si evolve rapidamente, diventando parte di quella corrente artistica che ha fatto da ponte tra l’espressionismo e l’arte astratta.

Lucien si avvicina fin da giovane al gruppo dei “Témoins de la Liberté“, influenzato dalle idee di ribellione e innovazione estetica che permeano il periodo post-bellico. Negli anni ’40 e ’50, il pittore diventa sempre più noto per la sua capacità di mescolare elementi figurativi con astrazioni radicali, attingendo alla tradizione del Cubismo, ma anche al Surrealismo. La sua arte risente fortemente della continua ricerca dell’autenticità e della verità interiore, elementi che lo avvicinano alla corrente del “Nouvelle École de Paris“, insieme a pittori come Jean Fautrier, Georges Mathieu e Hans Hartung.

Lo Stile di Lucien Fontanarosa: Sintesi e Rinnovamento

L’opera di Lucien Fontanarosa è un continuo dialogo tra il mondo esterno e quello interiore. La sua tecnica si caratterizza per un uso originale della geometria e delle forme, che vanno ben oltre le rigidità dell’arte figurativa, pur non cadendo mai nell’abisso dell’astrazione pura. Fontanarosa riesce a combinare l’elemento razionale con l’emozionale, costruendo opere che sono al contempo precise e sensuali.

Geometria e Forma

L’artista si distingue per l’uso di forme geometriche precise, le sue composizioni, anche quando tratte da soggetti figurativi, sono improntate alla semplificazione geometrica, come se la figura umana, o l’oggetto rappresentato, fosse ridotto a una sequenza di linee e piani, che richiamano il Cubismo. Le figure distorte e frammentate sono tuttavia sempre fortemente espressive. L’elemento distintivo di Fontanarosa è infatti il suo rifiuto della mera analisi formale a favore di una ricerca emotiva, che pur attraverso la geometria e la distorsione, non perde mai la carica emotiva.

L’Influenza del Surrealismo

Un altro aspetto fondamentale del suo stile è la forte componente surrealista, visibile nella distorsione della realtà e nella capacità di evocare mondi onirici. Le sue opere, come “L’Attente” (1947), sono intrise di un senso di sospensione temporale e di mistero, evocando paesaggi interiori, talvolta simbolici, talvolta fantastici. La potenza del colore, che in Fontanarosa assume tonalità accese e non convenzionali, fa emergere un’emotività latente, che non è legata ad un naturalismo o a una raffigurazione precisa della realtà, ma si concentra sull’interpretazione simbolica di essa. Fontanarosa cerca una via che attraversi e superi il linguaggio del Cubismo e dell’Espressionismo, senza mai cedere alle lusinghe di un astrattismo esclusivamente formale. L’arte di Lucien è quindi un campo di tensione tra l’astrazione e la figurazione, dove entrambe le componenti coesistono in un delicato equilibrio.

Il forte rapporto con la musica

Lucien fu profondamente legato al mondo della musica, che divenne una delle fonti più ricorrenti della sua ispirazione. Nelle sue opere, la figura del musicista e lo strumento si fondono in un dialogo visivo fatto di ritmo, colore e movimento. I suoi dipinti dedicati a orchestre, violinisti o flautisti non si limitano a rappresentare la scena musicale, ma ne restituiscono l’essenza dinamica e la vibrazione emotiva, come se il pennello seguisse il tempo di una partitura. Emblematico in questo senso è il dipinto “Le Trio“, nel quale Fontanarosa celebra la musica di famiglia ritraendo i suoi tre figli, tutti musicisti: Patrice, rinomato violinista, Frédérique, pianista di grande talento, e Renaud, violoncellista apprezzato. L’artista, attraverso il colore e la luce, riesce a far emergere non solo l’armonia dei suoni, ma anche quella dei legami affettivi, trasformando la scena musicale in un’intensa dichiarazione d’amore per la bellezza e per la sua famiglia.

Le illustrazioni per i franchi francesi

Lucien fu incaricato dalla Banque de France di realizzare il disegno di alcune delle banconote francesi emesse tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70: si tratta di un momento significativo della sua attività di illustratore che si aggiunge alla sua più nota produzione pittorica. Ad esempio, ideò il biglietto da 10 franchi dedicato a Hector Berlioz, emesso tra il 1974 e il 1980. Inoltre disegnò la parte illustrativa del biglietto da 500 franchi denominato “Pascal”, creato il 4 gennaio 1968 e messo in circolazione dal 7 gennaio 1969: per questa coupure fu utilizzata un’immagine monocroma in cangianti giallo-ocra per rendere sia eleganza che funzionalità anticontraffazione. Infine fu incaricato anche per il biglietto da 100 franchi dedicato a “Delacroix”.

Un’eredità ancora viva

Nel celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Lucien Fontanarosa, non si può non riconoscere la grandezza di un artista che, pur non essendo mai stato uno dei pittori più “popolari”, ha lasciato un’eredità fondamentale per la comprensione dell’arte moderna. La sua ricerca incessante, la sua capacità di unire forma e contenuto, e la sua attenzione a quella dimensione psicologica ed emotiva che va oltre la mera rappresentazione visiva, fanno di lui un maestro del XX secolo.

Oggi, a distanza di mezzo secolo dalla sua morte, le sue opere continuano ad ispirare non solo gli storici dell’arte, ma anche giovani artisti che vedono in lui un esempio di libertà e di sperimentazione senza confini. Fontanarosa ha saputo interpretare, attraverso la sua arte, il tumultuoso secolo XX, lasciandoci una testimonianza che continua a risuonare nei tempi a venire.

Lascia un commento