Nei giorni scorsi ho partecipato ad una conferenza per la presentazione di un progetto di ricerca sulla salute mentale dei giovani nella fascia d’età 11-18 e sono stati presentati dei dati davvero inquietanti. Quello che mi ha colpito di più é stato scoprire che oggi 7 ragazzi su 10 soffrono di almeno un disturbo psicologico. 7 su 10, un’enormità.

Come sappiamo, il periodo adolescenziale è cruciale per lo sviluppo psicologico ed emotivo dei ragazzi, ma è anche una fase di particolare vulnerabilità, durante la quale si manifestano spesso disagi psicologici, più o meno importanti. Tra le problematiche più diffuse, l’ansia é diventata la più comune.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e i più recenti studi dell’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’ansia è una delle problematiche psicologiche più diffuse tra i ragazzi italiani. I dati mostrano che circa il 30% degli adolescenti tra gli 11 e i 18 anni soffre di disturbi d’ansia, che spaziano da forme più lievi, come l’ansia generalizzata, a condizioni più gravi come il disturbo da panico.
Disturbi Psichiatrici: Depressione e Altri Disturbi
Accanto ai disturbi d’ansia, la depressione è un altro dei disturbi più diffusi tra i ragazzi italiani. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, circa il 10% degli adolescenti italiani tra gli 11 e i 18 anni ha sperimentato almeno un episodio depressivo significativo. La depressione giovanile può manifestarsi in diversi modi: tristezza persistente, perdita di interesse nelle attività quotidiane, difficoltà di concentrazione, cambiamenti nei modelli di sonno e alimentazione.
Registriamo inoltre l’aumento dei disturbi psichiatrici più gravi, come i disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) e i disturbi ossessivo-compulsivi. Gli ultimi studi sull’argomento, in particolare quelli pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), segnalano che circa il 2-3% degli adolescenti italiani presenta forme più gravi di disturbi psicopatologici, che richiedono un trattamento psichiatrico specialistico. Questi disturbi sono spesso correlati a fattori familiari, sociali ed emotivi complessi, che vanno trattati con un approccio integrato e multidisciplinare.
Situazione in Italia: dati e riflessioni
I disturbi del neurosviluppo
Una delle aree più significative riguarda i disturbi del neurosviluppo, tra cui il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e i disturbi dello spettro autistico. L’ADHD interessa circa il 2% dei bambini e adolescenti italiani, mentre i disturbi dello spettro autistico riguardano circa l’1% della popolazione. Queste condizioni, se non diagnosticate e trattate precocemente, possono incidere profondamente sul percorso scolastico, sull’autostima e sulle relazioni sociali, aprendo la strada a difficoltà psicologiche secondarie.
Accanto a queste diagnosi, vanno considerati anche i disturbi specifici dell’apprendimento e del linguaggio, che spesso generano un senso di frustrazione, isolamento e disagio emotivo. In molti casi, un adolescente che “non rende a scuola” o che “si isola” può essere in realtà un ragazzo con un disturbo del neurosviluppo non riconosciuto, che richiede interventi mirati piuttosto che semplici rimproveri o giudizi.
I disturbi del comportamento e della condotta
Un’altra area problematica, meno discussa ma molto diffusa, è quella dei disturbi del comportamento. Si tratta di condizioni in cui l’adolescente manifesta comportamenti provocatori, oppositivi o apertamente aggressivi. Il disturbo oppositivo-provocatorio e il disturbo della condotta sono tra i più noti e possono arrivare a interessare fino all’8% degli adolescenti, secondo alcuni studi internazionali. Questi disturbi non nascono dal “carattere difficile” o dalla “maleducazione”, ma da una complessa interazione tra fattori biologici, familiari e sociali. Spesso, dietro a un ragazzo che sfida l’autorità o commette atti antisociali, c’è un profondo disagio non riconosciuto, aggravato da un ambiente familiare o scolastico non in grado di contenerlo e sostenerlo.
Disturbi alimentari e autolesionismo
Tra le problematiche in crescita, i disturbi del comportamento alimentare occupano oggi un posto di rilievo. Anoressia, bulimia e binge eating disorder colpiscono un numero sempre maggiore di adolescenti, con un’età d’esordio che si sta progressivamente abbassando: non è raro che i primi sintomi compaiano già tra gli 11 e i 12 anni. Questi disturbi non riguardano soltanto l’alimentazione, ma rappresentano una forma di comunicazione del disagio profondo, un modo per cercare di controllare il corpo quando tutto il resto sembra sfuggire di mano.
Parallelamente, cresce anche la diffusione dei comportamenti autolesivi e dell’ideazione suicidaria. In alcune regioni italiane si è osservata un’incidenza di circa 90 casi ogni 100.000 adolescenti. Sebbene questi comportamenti possano essere collegati a quadri depressivi o ansiosi, in molti casi si inseriscono in disturbi più complessi, come quelli di personalità o della condotta. L’autolesionismo, in particolare, è spesso un tentativo di regolare emozioni intense o di dare visibilità a un dolore che non trova altre forme di espressione.
Esordi psicotici e disturbi di personalità emergenti
Tra le condizioni più gravi e meno comprese vi sono gli esordi psicotici e i disturbi della personalità emergenti. I primi episodi psicotici possono manifestarsi già durante l’adolescenza, con sintomi quali distorsioni della realtà, pensieri deliranti o allucinazioni. Sebbene rari, rappresentano un’emergenza clinica che richiede un intervento tempestivo e integrato.
Il disturbo borderline di personalità, invece, tende a manifestarsi proprio in questa fascia d’età, con un pattern di relazioni instabili, impulsi autolesivi e una profonda difficoltà a gestire le emozioni. In Italia, questi casi sono in aumento e spesso restano senza una diagnosi chiara fino all’età adulta, quando il disturbo si è già strutturato in modo più rigido.
Fattori di rischio e ruolo dell’ambiente
La vulnerabilità psichiatrica degli adolescenti è il risultato di una complessa interazione tra predisposizione biologica e fattori ambientali. Gli anni della pandemia da Covid-19 hanno rappresentato un punto di svolta, amplificando l’isolamento, la dipendenza dai dispositivi digitali e la paura del futuro. A questi si sommano le difficoltà relazionali, il bullismo, i conflitti familiari e il rendimento scolastico insoddisfacente, che possono fungere da detonatori per lo sviluppo di un disturbo.
Un altro elemento critico è rappresentato dalle barriere nell’accesso ai servizi di salute mentale. In molte regioni italiane mancano centri adeguati per la presa in carico degli adolescenti tra i 14 e i 18 anni. Le famiglie, spesso spaventate dallo stigma, tardano a chiedere aiuto, e gli insegnanti non sempre hanno gli strumenti per riconoscere i segnali di disagio. Ne deriva un ritardo nella diagnosi e nell’intervento, che aumenta il rischio di cronicizzazione dei disturbi.
L’Influenza dei Social Media e della Tecnologia
Un altro aspetto che merita attenzione è l’effetto che l’uso dei social media e la crescente digitalizzazione della vita quotidiana hanno sui ragazzi italiani. Se da un lato i social offrono opportunità di socializzazione e di apprendimento, dall’altro, contribuiscono ad alimentare ansia e depressione, in particolare tra i più giovani. Il fenomeno del “Fear of missing out” (FOMO), che si riferisce alla paura di essere esclusi da eventi o esperienze, è diventato un elemento significativo nei disturbi psicologici adolescenziali.
Le rilevazioni del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) evidenziano come l’uso costante dei social media sia associato a livelli più alti di stress e ansia tra i ragazzi italiani, con picchi maggiori tra quelli che si sentono costantemente in competizione con gli altri per quanto riguarda l’immagine corporea, il successo scolastico e sociale. La comparazione continua con gli altri, alimentata dalle “vite perfette” mostrate sui social, genera un ciclo di insoddisfazione che può sfociare in disturbi psicologici.
Come affrontare il disagio psichico tra i giovani?
È fondamentale creare spazi sicuri dove i giovani possano parlare apertamente dei loro problemi, senza paura di essere giudicati. Le terapie cognitive-comportamentali si sono dimostrate efficaci nel trattamento di disturbi come l’ansia e la depressione, così come l’uso di tecniche di mindfulness e di rilassamento.
Inoltre è fondamentale la promozione di una cultura del benessere mentale, per ridurre lo stigma che ancora circonda le malattie psichiatriche, incoraggiando i giovani a chiedere aiuto quando ne hanno bisogno. È importante che i ragazzi imparino a riconoscere i segnali di disagio psicologico e a non considerare la ricerca di supporto come un segno di debolezza.
Investire sulla salute mentale dei giovani significa investire nel loro futuro, permettendo loro di affrontare le sfide della vita con resilienza e consapevolezza. Il mio Istituto scolastico mette a disposizione ogni anno uno sportello di ascolto tenuto da uno psicologo specializzato. Purtroppo però i fondi dedicati a questo tipo di attività è ridotto e la presenza dello psicologo si riduce ad un solo appuntamento settimanale. Davvero poco se pensiamo al numero di alunni e alla percentuale di questi che vive un qualche tipo di disagio.

Sfide e prospettive
- Mancanza di risorse dedicate: in Italia ancora poche strutture specifiche per la fascia 14-18 anni con problemi psichiatrici acuti. (Agenzia Dire)
- Stigma e ritardi nel chiedere aiuto: molti giovani e famiglie tardano a rivolgersi ai servizi, aggravando la prognosi.
- Comorbidità e complessità crescente: più disturbi insieme (ad esempio, comportamento alimentare + autolesionismo + disturbo di personalità emergente) rendono più complesso il percorso.
- Need di prevenzione nelle scuole e territorio: la scuola può essere un contesto fondamentale per la prevenzione primaria e secondaria.
- Continuità adolescenza-età adulta: il passaggio dai servizi per l’adolescenza a quelli per adulti è spesso critico, con rischio di perdita di cura.
Per approfondire
Per affrontare in modo serio e informato i problemi psicologici degli adolescenti è importante consultare fonti affidabili e basate su evidenze scientifiche. In Italia, un ottimo punto di partenza è il sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it), che offre schede informative, numeri di emergenza e indicazioni sui servizi territoriali di salute mentale. Anche il portale dell’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it) propone materiali divulgativi e linee guida su salute mentale e adolescenza. Associazioni come Telefono Azzurro (www.azzurro.it) e Progetto Itaca (www.progettoitaca.org) forniscono sostegno psicologico, sportelli di ascolto e risorse per genitori e insegnanti che desiderano aiutare i ragazzi in difficoltà.
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Fonti:
Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Ministero della Salute
Censis – Centro Studi Investimenti Sociali
Società Italiana di Psicologia
Osservatorio Nazionale Adolescenza


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